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Rinascere dalla solitudine

Alla fine degli anni Novanta, in Germania Judith Hermann divenne un mito. Ben pochi riuscivano a cogliere lo spirito melanconico del periodo successivo alla caduta del Muro quanto la giovane berlinese nelle sue raccolte di racconti. Nel suo nuovo romanzo Daheim (A casa), l’autrice immagina una protagonista che si trova in una singolare fase di chiusura larvale e si ritira in una piccola località sulla costa del mare del Nord. Con un linguaggio denso e chiaro, Hermann descrive cosa si prova quando ci si sente smarriti e racconta come dalla solitudine possa nascere una nuova libertà.

Lingua: tedesco; traduzione simultanea: italiano

L’incontro potrà essere seguito anche in diretta streaming sul nostro sito.

Judith Hermann

Judith Hermann, nata nel 1970 a Berlino, ha esordito nel 1998 con la raccolta di racconti Casa estiva, più tardi (apparsa in italiano da e/o, 2001). Nel 2003 è seguita una nuova raccolta di racconti, Nient’altro che fantasmi (in italiano da Socrates, 2008), da cui è stato tratto un film nel 2007. Nel 2009 è uscito Alice (Socrates, 2011), contenente cinque racconti. Al 2014 risale il suo primo romanzo, L’amore all’inizio (in italiano presso L’orma, 2018). Nel 2016 è seguita la raccolta di racconti Lettipark (Fischer), con cui ha vinto il premio danese Karen Blixen. Per la sua opera ha ricevuto numerosi altri riconoscimenti, tra cui il Premio Kleist e il Premio Friedrich Hölderlin. Vive e lavora a Berlino. Nella primavera del 2021 è uscito il romanzo Daheim (Fischer), segnalato per il Premio della Fiera del libro di Lipsia.
 

Bibliografia


Opere tradotte in italiano:
L’amore all’inizio, 2018, L’orma editore
Alice, 2011, Socrates
Nient’altro che fantasmi, 2008, Socrates
Casa estiva, più tardi, 2001, edizioni e/o